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  • Al Ponte La Botteguccia dei Sapori

    Siamo un negozio di specialità alimentari selezionate in tutta Italia.
    Produzione giornaliera di gubane e strucchi artigianali da accompagnare con lo sliwovitz (tipico distillato locale), grappe della distilleria Domenis di Cividale del Friuli. Offriamo una vasta gamma di formaggi e salumi tipici friulani, tutti prodotti da piccolo aziende artigianali. Disponiamo di un'ampia offerta di oli extra vergine d'oliva provenienti da tutta Italia.
    Disponiamo di corriere espresso in Italia e Europa. Accettiamo Carte di Credito e Bancomat.
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  • Panificio del Foro

    Panificio con produzione quotidiana di oltre 50 formati di pane di varie pezzature e forme, inoltre abbiamo la pizza e la focaccia salata.
    Produzione artigianale riconosciuta di dolci tipici del Friuli, quali la Gubana e gli Strucchi cotti al forno, la focaccia dolce.
    Assortimento di cioccolatini sfusi e scatole delle seguenti marche: Venchi, Lindt, Baratti&Milano, creme spalmabili Babbi e Baratti, confetture artigianali Al.Frut
    Da abbinare con il pane affettati confezionati Citterio
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  • Chiesa di San Francesco

    La costruzione si affaccia, a nord, sull’omonima piazza, mentre a sud si erge a picco sul fiume Natisone.

    Nel 1285 i frati francescani si trasferirono da Borgo di Ponte (ove dimoravano sin dal 1246 in una struttura poi ceduta alle suore clarisse ed ora adibita a Convitto Nazionale) in questo luogo a ridosso del fiume, dove iniziano ad erigere chiesa e convento nel 1296 in seguito all’autorizzazione concessa dal patriarca Raimondo della Torre.

    Lavori di ripristino vengono eseguiti nel 1495 (ad essi si deve l’attuale facciata, secondo lo Sturolo) e nel 1511, a seguito dei danni causati dal terremoto alla torre ed a parte della chiesa. Annessa al convento era la scuola dei novizi, situata nell’attuale residenza del canonico, che affiancava la chiesa.

    Altri lavori di restauro vengono eseguiti nel settecento: viene ancora ampliato il complesso verso ovest. I frati risiederanno a lungo in questo luogo,sino al 1769, anno in cui il convento viene sospeso e subito acquistato dal Capitolo (Sturolo) che ne trasforma la funzione, adibendolo in parte a residenza.

    Nel 1810 la chiesa viene occupata dai militari; riconsacrata nel 1822, viene utilizzata nel 1826 come magazzino; subisce ancora ingenti danni e nel 1946 iniziano i primi lavori di restauro, eseguiti a cura della soprintendenza.
    Oggi tali opere risultano ultimate per il suo corpo della chiesa che possiede pianta a croce latina, con transetto appena accennato.

    La copertura a doppia falda incrociata, su struttura in legno. La facciata verso la piazza è lisca, in pietra faccia a vista, semplicemente definita dal portale d’ingresso (ad arco a tutto sesto) e da un grande oculo sistemato in posizione centrale.
    Sopra il portale: la sagoma di un precedente arco a sesto acuto, con stemma e simboli sacri sulla chiave di volta.

    Il rosone centrale possiede un frammento di vetrata trecentesca. All’interno la chiesa si organizza in un’unica navata centrale, con tre cappelle absidali.
    Il soffitto, con capriate a vista, è stato più volte rifatto nei secoli. Molto importanti risultano i lacerti di affreschi, dovuti a presenze toscane e venete, realizzati tra il 1300 ed il 1500.
    Il campanile a pianta quadrata presenta quattro bifore nella cella ma panaria. La sacrestia, inglobata nella struttura del convento (affaccia verso il chiostro), è decorata con pitture ed affreschi di Giglio Quaglio (1693) e stucchi del Rietti.
    La struttura del complesso conventuale prosegue verso ovest con la sala del refettorio, al piano terra, e con il dormitorio, situato al primo piano.

    L’ampio chiostro, che con il suo spazio definiva il fianco ovest della chiesa ed il prospetto sud del convento, è stato demolito in epoca napoleonica.
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  • Chiesa di San Silvestro e San Valentino

    L'esistenza di una costruzione sacra è qui documentata sin dal secolo VII; scavi archeologici eseguiti nei primi anni del Novecento hanno fatto emergere tombe di epoca longobarda.
    La piccola chiesa viene menzionata già alla fine del secolo XIII, distrutta nel 1272 e ricostruita nel secolo XVI lungo le antiche mura perimetrali, viene quasi integralmente rifatta nel Settecento, è ancora rimaneggiata nel secolo scorso e all'inizio di questo è stata sottoposta ad un intervento di restauro. Possiede pianta a navata unica e all'interno un soffitto piano ribassato, interamente affrescato, con motivi ornamentali e figure del 1918.
    Alcuni degli affreschi come: l'Annunciazione nel presbiterio ed il soffitto della sacrestia sono da attribuirsi a Giulio Quaglio.


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    Informacittà
    Tel: +39 0432 710460
    E-mail: informacitta@cividale.net
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  • Area Mulinuss

    Particolarmente suggestiva, per la struttura urbanistica e per il contesto naturalistico è la zona di Via Mulinuss.
    Due erano i fili che legavano tra loro i mulini di Cividale: la roggia dei Mulini e il Natisone. La prima, costruita dai veneziani, portava l’acqua e lungo il suo percorso sorgevano decine di mulini, mentre sulle rive del Natisone, già dal Medioevo, si trovavano le macine. Poiché il fiume era soggetto a piene rovinose e le sue rive risultavano impervie, si preferì incrementare la presenza dei mulini lungo la roggia. Lungo il saliscendi di acciottolato che attraversa l’area è ancora visibile un sistema di ruote con le pale posto lungo il corso d’acqua.

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  • Castello Canussio

    Palazzo Canussio-Craigher conosciuto come Castello Canussio, si erge di fronte alla chiesa di San Silvestro e San Valentino, venne edificato nell’Ottocento dal Barone austriaco Craigher sul luogo ove sorgeva la residenza tardo medievale della nobile famiglia Canussio.

    I lavori di restauro e recupero al quale è stato sottoposto il complesso negli anni Novanta dello scorso secolo hanno messo in luce le strutture edilizie e architettoniche, in particolare quelle romane, scoperte all’interno: coperte da lastre di cristallo, è permessa la visibilità fino ad una profondità di cinque metri dal piano di calpestio.
    Il palazzo è di proprietà della famiglia Canussio e viene aperto al pubblico in particolari occasioni ed eventi.


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  • Casa Medievale

    Nota come la "casa più vecchia di Cividale" o "casa dell'orefice", tale costruzione, datata metà-seconda metà del XIV secolo, doveva ospitare un laboratorio orafo.
    L'attuale struttura a tre piani sembra essere quella originale, mentre porte e finestre sono state modificate ed ampliate, eccetto la finestrella al primo piano dove la tradizione medioevale colloca l'ufficio amministrativo della bottega.
    La casa non nasce da un progetto autonomo ma riutilizza una precedente struttura in pietra, molto probabilmente una torre come mettono in luce i corsi regolari di pietra ben squadrate, presenti sulla parete esterna destra della costruzione.

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  • Truc

    Il gioco del Truc è una tradizione ludica pasquale, di antichissima pratica, consistente nell'approntare un catino di sabbia digradante dalla caratteristica struttura ovale, in cui si fanno scendere, seguendo la codificazione di precise regole, le uova colorate con l'intento di farle toccare tra loro; l'impiego dell'uovo risulta di pregnante simbolismo, in quanto eletto a simbolo di rinascita e quindi elemento pasquale per eccellenza.

    Il Truc ha la caratteristica di essere peculiare del solo Cividalese, non essendo praticato altrove entro i confini del Friuli e si gioca rigorosamente solo nelle giornate di Pasqua, Pasquetta e nell'Ottava, cioè la domenica seguente la Resurrezione.

    Si è recentemente documentata la sicura attestazione della sua pratica nelle piazze cividalesi almeno dal XVIII secolo, grazie ad un manoscritto conservato nel Museo di Cividale del Friuli, ma la sua pratica è sicuramente assai più antica.

    Il vocabolo Truc è onomatopeico, cioè evoca un'azione imitandone il suono. Nel nostro caso richiama in maniera evidente il rumore di oggetti che si toccano, cozzano, urtano tra loro.

    Si rilevano diverse varianti dei metodi di costruzione del piano di gioco e delle regole che ne codificano la pratica, nonché delle usanze legate al periodo pasquale in cui si colloca. E' strutturato con regole ben definite e la loro semplicità ne ha certamente agevolato il travaso tra generazioni, contribuendo alla sua prolungata, lunghissima vitalità.

    Questo gioco tradizionale, ben definito nella successione, è del tutto indefinito nei tempi di svolgimento, che possono dipendere dal numero e dall'abilità dei giocatori: la sua durata è teoricamente illimitata. Le regole di un tempo sono tuttora vigenti in forma immutata; quelle fatte osservare con maggiore inflessibilità riguardano l'obbligo di toccare l'apposita tegola al momento di lasciare scendere l'uovo e di non sollecitarlo assolutamente con alcuna spinta.

    Caratteristiche e regole possono essere, schematicamente, così riassunte:

    - Si impiegano solo uova sode di gallina
    - l'obiettivo è colpire una o più uova all'interno del truc
    - l'uovo al momento del lancio deve toccare il cop (la tegola)
    - l'uovo deve essere lasciato andare senza spinta
    - chi riesce a colpire, effettua subito un altro tiro
    - il proprietario dell'uovo toccato, per rientrare in gioco, deve riscattarlo da chi l'ha colpito e mettersi in coda per rilanciare
    - se l'ultimo giocatore non colpisce alcun uovo, il gioco viene ripreso da chi per primo ha lanciato l'uovo nel truc e quindi è in sosta da più tempo (vecjo di truc)
    - chi si ritira dal gioco deve lasciare il riscatto al posto dell'uovo (in genere una moneta)

    Un accurato censimento e localizzazione dei giochi che venivano allestiti ha fatto conoscere che nei tempi di massima diffusione in Cividale funzionavano almeno una ventina di trucs, mentre nei paesi circostanti si giocava in non meno di altre cinquanta postazioni. In questo ultimo decennio, con il vigoroso sforzo congiunto di varie realtà associative locali ne sono state risollevate felicemente le sorti.

    Al gioco del Truc si legano anche aspetti artistici, legati alla colorazione delle uova, che avviene secondo il tradizionale metodo cividalese, con coloranti naturali e l'utilizzo di erbe e fiori che, opportunamente disposti, durante la fase di bollitura sono in grado di lasciare l'impronta sul guscio.

    Unico in Friuli, il gioco del Truc presenta interessanti analogie con tradizioni pasquali di altre Regioni. Si sono individuate esperienze ludiche sovrapponibili al nostro gioco nel Veneto, in Emilia ed in varie altre località italiane, ma ancora più interessanti sono le comparazioni con giochi pasquali praticati con le uova in Germania. Precisamente in Lusazia, il "Waleien" ha struttura e regole dalle sorprendenti analogie con il truc cividalese.

    Pur essendo assai noto, questo gioco non era mai stato oggetto di specifici studi ed indagini, da qui il desiderio di approfondirne la conoscenza, nei suoi vari aspetti, dando origine ad una recente pubblicazione, curata da Claudio Mattaloni, su iniziativa dell'Associazione culturale-ricreativa "Amîs di Grupignan": il tradizionale gioco del Truc a Cividale del Friuli.

    Pasqua e lunedì dell’Angelo (Pasquetta) nelle piazze di Cividale

    Organizzatore dell'evento Pro Loco Cividale del Friuli e Associazioni di Borgo

    Ulteriori Informazioni:
    Pro Loco Cividale
    Tel: +39 0432 732401

    Accessibilità: senza barriere architettoniche.
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